Rancio Valcuvia

Rancio Valcuvia (Rànsc in dialetto varesotto, e semplicemente Rancio fino al 1863) è un comune italiano della provincia di Varese in Lombardia.

Il comune di Rancio Valcuvia è situato a circa 16 chilometri a nord di Varese. Esso si compone di due nuclei abitati: quello principale di Rancio, ai piedi del Sass Marée, e quello della frazione di Cantevria, sull’altro versante della valle, alle pendici del Monte S. Martino. Il paese è caratterizzato dalla presenza del torrente Rancina che attraversa il centro storico e da ben cinque ponti, di cui uno romanico, che collegano le due sponde opposte.

Il comune di Rancio Valcuvia è situato a circa 16 chilometri a nord di Varese. Esso si compone di due nuclei abitati: quello principale di Rancio, ai piedi del Sass Marée, e quello della frazione di Cantevria, sull’altro versante della valle, alle pendici del Monte S. Martino. Il paese è caratterizzato dalla presenza del torrente Rancina che attraversa il centro storico e da ben cinque ponti, di cui uno romanico, che collegano le due sponde opposte. Secondo alcuni studiosi l’origine del nome Rancio è da riportare alla parola “ransc”, ovvero rancido, in riferimento all’umidità del terreno. Tracce documentali su Rancio Valcuvia se ne trovano intorno all’anno mille, in atti notarili, oppure citato in riferimento a fatti ecclesiastici, ma non abbiamo notizie dirette sull’origine, sulla vita e neppure sulla forma dell’abitato.La frazione di Cantevria, che volle aggregarsi a Rancio nel 1730, nasce un po’ più tardi, e di fatto se ne parla dal 1140. In epoca medioevale Rancio aderì al Comitato del Seprio, passò poi al vescovo di Como per finire assoggettata ai milanesi dal 1196. Nel 1450 vi fu il passaggio sotto il feudo dei Cotta e trecento anni dopo divenne proprietà dei Visconti Borromeo e dei Litta. Nel 1592 Rancio contava ben quattro chiese: la parrocchiale dei SS. Fabiano e Sebastiano, l’oratorio di S. Pietro in Cantevria, la cappella di S. Materno, la chiesa del Rossignolo. Di queste, solo le prime due si sono conservate fino ai giorni nostri, anche se rispetto a quei tempi hanno subito modifiche radicali. Il centro storico è ingentilito dalla presenza di alcuni edifici che potremmo definire “signorili” per la presenza di portali lavorati, corti regolari, porticati e piccoli giardini interni; a questo proposito possiamo citare palazzo Sacchetti e la casa Della Porta-Velati. Alcuni storici indicano la presenza nel XIV° secolo di un chiostro retto dall’ordine degli Umiliati. L’edificio, oggi destinato ad uso residenziale, oltre a presentare alcune finestre a sesto acuto mostra delle belle colonne monolitiche e alcuni affreschi che rappresentano stemmi nobiliari di famiglie del varesotto. Numerosi sono poi gli affreschi votivi presenti sulle facciate degli edifici civili in entrambi i centri storici, opere non sempre di qualità pittorica elevata, ma pur sempre testimonianza di una cultura popolare profondamente legata alla chiesa ed al culto dei santi. Degno di nota è l’affresco dedicato alla Madonna del Latte, probabilmente dipinto all’inizio del XV° secolo in via San Pietro a Cantevria, il quale rappresenta la Madonna in trono che allatta il bambino con ai lati sant’Antonio e san Cristoforo.